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Storia

La Rivoluzione di Velluto 1989

Per gli abitanti dell’Europa centrale e orientale, il 1989 è senza alcun dubbio un anno da non dimenticare. Diversi governi comunisti furono energicamente rovesciati e finalmente il Muro di Berlino venne abbattuto, permettendo così la riunificazione delle due Germanie.

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Václav Havel

Václav Havel era un drammaturgo ed ex-dissidente, che arrivò a diventare il presidente della nazione della Cecoslovacchia mentre compiva la sua transizione verso la democrazia e un’economia basata sul libero mercato. Václav Havel era un accanito fumatore, un uomo dall’aspetto trasandato che amava vivere una vita tranquilla. Per queste ragioni, era stato considerato un candidato improbabile per guidare la Cecoslovacchia fuori del regime comunista.

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Praga Oggi

La Repubblica Ceca oggi – e Praga in particolare – viene considerata come un modello per tutti gli altri paesi dell’Europa dell’Est che cercano di migliorare le condizioni di vita dei loro cittadini e la propria situazione economica. Praga è vista come una città cosmopolita, che compete con molte delle più famose capitali dell’Europa Centrale e dell’Ovest, e si è guadagnata la reputazione di luogo che ha saputo beneficiare di tutto ciò che il capitalismo ha da offrire – così come ne ha preso anche alcuni aspetti negativi.

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Praga sotto il Regime Comunista

Dopo la guerra la Cecoslovacchia era un paese libero, guidato dal Presidente Beneš fino all'inizio della Guerra Fredda. La Guerra Fredda però ha portato molti in Cecoslovacchia ad esprimere una preferenza verso l'ideologia comunista che stava cominciando a guadagnare consensi in tutto il resto della regione e, crescendo in pochi anni, nel 1948, Edvard Beneš si dimise dalla sua posizione e consentì l'indiscussa ascesa del partito comunista che assunse il controllo del Paese, con il Presidente Klement Gottwald.

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La Primavera di Praga del 1968

All'inizio del 1968, Antonín Novotný – politico noto per la sua linea dura – è stato sostituito come primo segretario del Partito Comunista dalla figura riformista di Alexander Dubček, slovacco. Questa nomina di un uomo che aveva militato nel Partito Comunista senza dubbio ha scioccato i leader in Russia. La parte più sconvolgente delle sue convinzioni era che aveva osato suggerire che la Cecoslovacchia diventasse uno stato democratico-sociale, un massiccio allontanamento degli ideali comunisti.

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L’eredità del Comunismo

Le pesanti eredità del comunismo ancora affliggono i cuori e le menti della popolazione della Repubblica Ceca, come pure lo stato economico e sociale del Paese. Ciò che è evidente è che il comunismo ha tolto molto al popolo ceco e che sta ancora cercando di adattarsi alla nuova vita– un processo che è ancora in corso.

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L’Uccisione di Reinhard Heydrich

Nel mese di settembre del 1941, Reinhard Heydrich, una della menti dietro la Shoah, numero 2 in comando delle SS e favorito personale di Hitler, accettò di sostituire l'inefficace Otto Neurath, come governatore della Repubblica Ceca. Heydrich comprese a fondo la parte che il Protettorato di Boemia e Moravia, sponsorizzato dai nazisti, avrebbe avuto negli sforzi bellici della Germania, dato che questa grande area industriale comprendeva due delle più grandi fabbriche di armamenti d’Europa, una a Brno, e l'altra a Pilsen.

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L’eredità ebraica di Praga

Duemila anni fa, i romani espulsero gli ebrei da Israele (Terra Santa), tuttavia "La Torah fu il loro santuario che nessun esercito potè distruggere." Nel corso dei secoli successivi, la cultura ebraica è così sopravvissuta in enclaves in tutto il mondo. Inizialmente gli ebrei arrivarono a Praga durante il X secolo. L'incrocio principale del quartiere ebraico (vie Široká e Maiselova) serviva come punto di incontro per due rotte commerciali medievali.

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Seconda guerra mondiale e oltre

La crescente tensione tra la maggioranza slovacca e ceca e la minoranza tedesca, raggiunse il suo picco quando, nel 1938, Hitler appoggiò l'autodeterminazione per il popolo di lingua tedesco della Cecoslovacchia. Per blandire Hitler, Francia e Gran Bretagna rinunciarono al confine del Paese. Nel marzo del 1939, dopo aver convinto i nazionalisti slovacchi a farsi da parte e a formare uno stato slovacco apparentemente indipendente e filo-fascista, Hitler trasformò il resto del Paese nel "protettorato della Boemia-Moravia", o grande Germania.

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L’arrivo degli Asburgo

La Boemia venne governata da re assenti dopo la morte di Georges fino al 1526, allorché il trono fu rivendicato dagli Asburgo. Questa dinastia cattolica con veemenza regnò su ciò che rimaneva del Sacro Romano Impero e concentrò i loro sforzi sul mantenere alta la guardia sui confini dell'Europa contro la significativa minaccia dagli ottomani. In quel momento, la religione protestante si era sviluppata in una potente influenza, e le gravi tensioni tra le fazioni religiose in Boemia furono solo un altro problema da affrontare.

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Gli Hussiti

Il periodo Hussito è forse il periodo più importante nella storia della Repubblica Ceca, e anche uno dei più emozionanti. Jan Hus fu professore universitario alla Charles University e forte credente nelle idee del teorico inglese John Wycliffe. Hus fu il protagonista principale del movimento che sosteneva la necessità di professare una fede basata sulla Bibbia, in contrasto con la gerarchia della Chiesa.

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I Rom nella Repubblica Ceca

Molti esperti ritengono che i Rom, che costituiscono circa il 0,3% della popolazione ceca, siano originari dell’India, ma in realtà il modo in cui sono venuti a trovarsi in Europa centrale nel XV secolo è ancora incerto. Appena arrivati, vennero visti come "diversi" e conseguentemente furono tagliati fuori dal resto della società, soprattutto a causa dei loro usi e costumi diversi, del loro abbiagliamento stravagante del loro sistema di vita basato sul nomadismo.

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